Proloco Taverna

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Le iscrizioni all'Associazione Pro-Loco di Villaggio Mancuso - Sila Piccola Taverna sono aperte dal 01/01/2017 fino al 31/12/2017.....continua

MOSTRA GUERCINO A TAVERNA

Taverna, notizie storiche


Piazza S. Sebastiano

Taverna città ricca di storia: dalle sue origini certamente greche, al periodo romano, fu soggetta alla dominazione normanno-sveva, a quella angioina, a quella aragonese.

Una città sorta sul mare, nei pressi di Uria, i cui abitanti, a seguito delle incursioni saracene, si trasferirono in parte sul monte Selion e soprattutto sul monte Panormite ovvero Taverna Vecchia.

Dopo aver subito il dominio normanno, di cui si vedono testimonianze, e il dominio angioino, conobbe il suo massimo splendore con gli Aragonesi. Il re Alfonso, infatti, annoverò la città, trasferitasi nel frattempo a Bompignano (attuale S. Maria), tra le 102 città del Regno privilegiate, concedendole il titolo di "universitas demaniale".

Nei secc. XVI e XVII, fu protagonista indiscussa in particolare sul piano culturale, fino a competere con la blasonata Catanzaro, tanto che Leon Battista Alberti nel 1516 così scriveva: "in Taverna sono nobili et letterati uomini in ogni facoltà" e più tardi nel 1582 G.L. Anania ripeteva che "la fama della sua Taverna era grande per li molti teologi, filosofi, legisti, medici e dotti nelle lingue". In questo ambiente, protrattosi fino alla fine del '600, vivo di humus culturale, nacquero Gregorio e Mattia Preti, noti esponenti della pittura del tempo.

Con la costituzione del Sedile della Nobiltà, Taverna fu aggredita, purtroppo, da conflittualità e da tensioni interne, che la avviarono verso un decadimento sociale, culminato nel periodo della Cassa Sacra, quando la media-alta borghesia, favorita dalla legislazione borbonica, nel riappropriarsi delle immense distese di terra, ridusse a uno stato di semipovertà la gran parte della popolazione.

Pur tuttavia, con il diffondersi dei principi affermatisi con la Rivoluzione Francese, la città sostenne le riforme e non rimase estranea al vorticoso alternarsi dei fatti borbonico-napoleonici, né ai fermenti rivoluzionari del 1848 contro le prevaricazioni dei governanti e dei proprietari terrieri; né mancano esempi di cittadini che aderirono ai moti risorgimentali tra le fila garibaldine e di cittadini che, partecipando ai conflitti mondiali,con il loro contributo di idee, di azioni, di sofferenze, di sangue, scrissero pagine davvero indimenticabili.

Prof. Giovanni Canino
Storico locale